Akkermansia pastorizzata o viva: quali sono le differenze?
Quando si confrontano prodotti contenenti Akkermansia, una delle distinzioni più importanti riguarda la forma utilizzata: viva oppure pastorizzata.
A prima vista si potrebbe pensare che un batterio vivo sia necessariamente più efficace. Nel caso di Akkermansia muciniphila, tuttavia, la ricerca ha mostrato un quadro più complesso. La pastorizzazione rende il microrganismo non vitale, ma alcune sue strutture possono continuare a interagire con l’organismo.
Prima di confrontare le due forme è possibile consultare la guida completa ad Akkermansia, che ne descrive caratteristiche, possibili utilizzi, precauzioni e criteri generali di scelta.
Che cosa significa Akkermansia viva?
Una preparazione viva contiene cellule che, al momento della somministrazione e nelle condizioni previste, conservano la capacità di essere vitali.
Akkermansia è un batterio strettamente anaerobio: cresce in assenza di ossigeno e richiede condizioni produttive e di conservazione particolari. Questa caratteristica ha reso storicamente più complesso trasformarla in un prodotto stabile e facilmente distribuibile.
La vitalità deve inoltre essere mantenuta lungo l’intera filiera:
- produzione;
- confezionamento;
- trasporto;
- conservazione;
- periodo che precede la scadenza.
La presenza del nome del batterio sulla confezione non permette quindi, da sola, di capire quale quantità sia effettivamente vitale.
Che cosa significa Akkermansia pastorizzata?
La pastorizzazione è un trattamento controllato che rende le cellule non vitali. Il batterio non può più replicarsi, ma la preparazione può conservare cellule intere e componenti cellulari.
Queste strutture possono essere rilevanti perché alcune interazioni con la mucosa e con il sistema immunitario non dipendono necessariamente dalla replicazione del microrganismo.
Non è però corretto concludere che qualsiasi batterio inattivato produca automaticamente un beneficio. Forma, ceppo, processo produttivo, dose e studi effettuati sulla preparazione rimangono determinanti.
La forma pastorizzata è meno efficace?
Non necessariamente.
In uno studio esplorativo sull’uomo pubblicato nel 2019, 40 partecipanti con sovrappeso o obesità e alterazioni metaboliche hanno ricevuto per tre mesi Akkermansia viva, Akkermansia pastorizzata oppure placebo. Entrambe le preparazioni sono risultate generalmente sicure e ben tollerate nel contesto studiato; alcuni risultati metabolici osservati nel gruppo pastorizzato hanno stimolato ulteriore ricerca.
Lo studio era però di dimensioni ridotte e non autorizza a considerare Akkermansia una terapia per obesità, diabete o altre patologie. Le revisioni scientifiche invitano ancora alla prudenza, sottolineando che molte ipotesi derivano da modelli preclinici e che occorrono studi umani più ampi.
Perché vengono utilizzate cellule pastorizzate?
La forma pastorizzata presenta alcuni vantaggi tecnologici:
- non richiede il mantenimento della vitalità;
- può essere più stabile durante conservazione e distribuzione;
- consente una standardizzazione della quantità di cellule;
- evita che il batterio debba replicarsi nell’intestino;
- è stata specificamente valutata come nuovo alimento nell’Unione europea.
Nel 2022 l’Unione europea ha autorizzato l’immissione sul mercato di Akkermansia muciniphila pastorizzata come novel food. Le condizioni di utilizzo e le indicazioni di etichettatura sono state successivamente aggiornate, anche nel 2026.
L’autorizzazione come novel food riguarda la sicurezza alle condizioni stabilite e non equivale all’approvazione di tutte le promesse commerciali che possono essere associate a un prodotto.
Come vengono indicate le quantità?
Per i probiotici vivi viene spesso utilizzato il numero di unità formanti colonia, abbreviato in UFC o CFU. Questa misura stima i microrganismi vitali capaci di formare colonie in determinate condizioni.
Per una preparazione pastorizzata le UFC non rappresentano invece il parametro appropriato, perché le cellule non sono più vitali. L’etichetta può indicare il numero totale di cellule o una quantità espressa secondo il sistema adottato dal produttore.
Per confrontare due prodotti occorre verificare:
- se la preparazione è viva o pastorizzata;
- quale unità di misura viene utilizzata;
- se la quantità si riferisce alla singola capsula o alla dose giornaliera;
- quale ceppo o preparazione è presente;
- quali altri ingredienti compongono la formula.
Confrontare soltanto il numero più grande stampato sulla confezione può essere fuorviante.
Pastorizzata significa postbiotico?
Nel linguaggio commerciale la forma pastorizzata viene spesso chiamata postbiotico. Scientificamente, però, il termine richiede maggiore precisione.
Secondo la definizione di consenso ISAPP, un postbiotico è una preparazione di microrganismi non vitali e/o loro componenti che abbia dimostrato un beneficio per l’ospite. Un microrganismo ucciso non diventa quindi automaticamente un postbiotico: servono caratterizzazione e prove riferite alla specifica preparazione.
Quale forma scegliere?
Non esiste una risposta valida per tutti.
La scelta dovrebbe considerare:
- caratteristiche della formulazione;
- qualità delle informazioni in etichetta;
- studi disponibili sulla specifica preparazione;
- dose giornaliera;
- condizioni di conservazione;
- altri ingredienti;
- obiettivo per cui il prodotto viene valutato;
- eventuali indicazioni del medico o del farmacista.
Non è corretto scegliere la forma viva perché sembra “più naturale” né quella pastorizzata perché viene presentata come automaticamente superiore.
In sintesi
Akkermansia viva contiene cellule vitali, mentre quella pastorizzata contiene cellule rese non vitali da un trattamento controllato.
La pastorizzazione non rende necessariamente la preparazione priva di attività biologica. Al tempo stesso, le evidenze cliniche non consentono di attribuire a qualsiasi prodotto gli stessi risultati osservati con una specifica preparazione sperimentale.
Domande frequenti
Akkermansia pastorizzata è morta?
Le cellule non sono più vitali e non possono replicarsi. La preparazione può però conservare strutture cellulari potenzialmente capaci di interagire con l’organismo.
Akkermansia viva deve essere conservata in frigorifero?
Dipende dalla tecnologia e dalle indicazioni del produttore. Bisogna seguire le modalità di conservazione riportate sulla confezione.
Più miliardi significano maggiore efficacia?
No. L’efficacia non dipende soltanto dalla quantità, ma anche dalla forma, dal ceppo, dalla formulazione, dall’obiettivo e dalle prove disponibili.








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