Akkermansia è un probiotico o un postbiotico
Akkermansia viene descritta online come batterio buono, probiotico di nuova generazione e postbiotico. Queste espressioni, tuttavia, non significano la stessa cosa.
Per classificare correttamente un prodotto bisogna distinguere il microrganismo presente naturalmente nell’intestino dalla preparazione utilizzata nell’integratore.
Per una panoramica introduttiva su cos’è Akkermansia e a cosa serve puoi consultare la guida generale. Qui ci concentreremo invece esclusivamente sul significato dei termini probiotico, prebiotico e postbiotico.
Akkermansia è prima di tutto un batterio intestinale
Akkermansia muciniphila è una specie batterica che può essere presente naturalmente nel microbiota umano.
Vive in prossimità dello strato di muco intestinale e utilizza componenti della mucina. Questa relazione ha attirato l’interesse della ricerca per i suoi possibili collegamenti con barriera intestinale, metabolismo e interazioni fra microbi e organismo.
Il fatto che un batterio sia naturalmente presente nell’intestino non significa però che ogni prodotto che lo contiene possa essere definito automaticamente probiotico.
Che cos’è un probiotico?
Secondo la definizione scientifica di consenso, i probiotici sono microrganismi vivi che, quando somministrati in quantità adeguate, conferiscono un beneficio alla salute dell’ospite.
La definizione contiene tre condizioni fondamentali:
- il microrganismo deve essere vivo;
- deve essere somministrato in quantità adeguata;
- il beneficio deve essere dimostrato.
Per parlare correttamente di probiotico non basta quindi indicare il genere o la specie. Sono importanti anche ceppo, quantità, vitalità e studi riferiti alla specifica formulazione.
ISAPP distingue chiaramente i probiotici dai semplici microrganismi vivi presenti negli alimenti: non tutti i microbi vivi sono automaticamente probiotici.
Akkermansia viva può essere un probiotico?
Una preparazione viva di Akkermansia può essere studiata come probiotico di nuova generazione quando soddisfa i criteri scientifici richiesti.
L’espressione “di nuova generazione” viene utilizzata perché Akkermansia è diversa dai microrganismi tradizionalmente presenti nei comuni fermenti lattici, come alcune specie di Lactobacillus e Bifidobacterium.
È un batterio strettamente anaerobio e la sua produzione richiede condizioni tecnologiche particolari. Le ricerche su possibili applicazioni cliniche sono inoltre più recenti rispetto a quelle dedicate ai probiotici tradizionali.
La definizione deve comunque essere applicata alla preparazione specifica, non alla specie in astratto.
Che cos’è un postbiotico?
Un postbiotico è una preparazione composta da microrganismi non vitali e/o da loro componenti che conferisce un beneficio alla salute dell’ospite.
Le cellule vengono prodotte vive e successivamente rese non vitali mediante un processo controllato. Nella preparazione devono essere conservate cellule o strutture cellulari rilevanti.
La definizione non comprende automaticamente:
- qualsiasi batterio morto;
- metaboliti isolati privi di cellule o componenti cellulari;
- qualsiasi prodotto fermentato;
- una preparazione priva di prove sul beneficio dichiarato.
Un probiotico inattivato non diventa automaticamente un postbiotico. Deve essere dimostrato che la specifica preparazione non vitale possieda le caratteristiche richieste.
Akkermansia pastorizzata è un postbiotico?
La forma pastorizzata contiene cellule non vitali e può rientrare concettualmente nell’area dei postbiotici.
Per utilizzare il termine in senso scientifico completo devono però essere presenti:
- identità definita del microrganismo;
- processo d’inattivazione controllato;
- caratterizzazione della preparazione;
- sicurezza per l’uso previsto;
- dimostrazione di un beneficio nella popolazione di riferimento.
Per questo è più preciso leggere attentamente le caratteristiche del prodotto anziché affidarsi esclusivamente alla parola “postbiotico” presente nella comunicazione commerciale.
Che cos’è un prebiotico?
Il prebiotico non è un batterio.
È un substrato utilizzato selettivamente dai microrganismi dell’ospite e capace di conferire un beneficio. Alcuni tipi di fibre possono soddisfare questa definizione, ma fibra e prebiotico non sono sinonimi automatici.
In una formulazione possono quindi essere presenti:
- Akkermansia viva;
- Akkermansia pastorizzata;
- una fibra;
- un ingrediente prebiotico;
- vitamine o estratti vegetali.
La presenza contemporanea di più componenti non rende necessariamente il prodotto un sinbiotico. Anche questo termine possiede criteri scientifici specifici.
Probiotico, prebiotico e postbiotico: tabella riassuntiva
| Termine | Che cosa contiene | Deve essere vivo? | Requisito centrale |
|---|---|---|---|
| Probiotico | Microrganismi | Sì | Beneficio dimostrato a dose adeguata |
| Prebiotico | Substrato utilizzato dai microbi | No | Utilizzo selettivo e beneficio dimostrato |
| Postbiotico | Microrganismi non vitali e/o componenti | No | Beneficio dimostrato della preparazione |
| Fermentato | Alimento trasformato da microrganismi | Non necessariamente | Processo di fermentazione |
| Fermento lattico | Espressione generica/commerciale | Dipende dal prodotto | Non equivale automaticamente a probiotico |
Le definizioni scientifiche di probiotico, prebiotico, sinbiotico e postbiotico richiedono tutte la dimostrazione di un beneficio, mentre un alimento fermentato viene definito principalmente dal processo di produzione.
Akkermansia è un fermento lattico?
No, Akkermansia non appartiene al gruppo dei batteri lattici tradizionalmente associati alla produzione di acido lattico e agli alimenti fermentati.
Definirla genericamente “fermento lattico” può essere comprensibile nel linguaggio commerciale, ma non è microbiologicamente preciso.
È preferibile indicare:
- nome completo della specie;
- ceppo o preparazione, quando disponibile;
- forma viva o pastorizzata;
- quantità per dose giornaliera.
Perché la distinzione è importante quando si acquista?
I diversi termini implicano caratteristiche differenti.
Un consumatore che cerca microrganismi vivi dovrebbe verificare vitalità e conservazione. Chi valuta una preparazione pastorizzata dovrebbe concentrarsi su quantità totale di cellule, caratterizzazione e studi relativi a quella forma.
La terminologia aiuta inoltre a evitare confronti impropri fra prodotti che utilizzano unità di misura, ceppi e processi produttivi differenti.
In sintesi
Akkermansia è innanzitutto una specie batterica del microbiota intestinale.
Una preparazione viva può essere definita probiotica quando soddisfa i criteri relativi a vitalità, dose e beneficio. Una preparazione pastorizzata può rientrare nella definizione di postbiotico quando il beneficio della specifica preparazione è stato dimostrato.
I termini non sono sinonimi e non dovrebbero essere utilizzati soltanto come etichette commerciali.
Domande frequenti
Akkermansia è uguale ai fermenti lattici?
No. È una specie batterica diversa dai comuni batteri lattici presenti in molti integratori tradizionali.
Un postbiotico è meno efficace di un probiotico?
Non si può stabilire in generale. Dipende dalla preparazione, dal beneficio studiato, dalla dose e dalla popolazione considerata.
Un batterio pastorizzato può colonizzare l’intestino?
No. Non essendo vitale, non può replicarsi o colonizzare l’intestino come microrganismo vivo.








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