Betadine 10% Soluzione Vaginale Flacone 125 Ml
Codice articolo: 023907013
Disponibilità: Disponibile
Quantità disponibile: 10+
Betadine 10% Soluzione Vaginale è un potente disinfettante per la mucosa vaginale, utilizzato per prevenire e trattare infezioni. Questo prodotto è formulato con il principio attivo iodopovidone, al 10% di iodio, che agisce contro batteri, virus e funghi. Scopri come e quando utilizzarlo per garantire la salute intima.
Cos'è Betadine 10% Soluzione Vaginale?
Betadine 10% Soluzione Vaginale è un disinfettante a base di iodopovidone progettato per trattare le infezioni vaginali. Grazie alla sua formula, agisce rapidamente per eliminare microrganismi patogeni, prevenendo possibili infezioni e promuovendo la salute intima. Questo prodotto è facilmente applicabile e può essere utilizzato con irrigazioni vaginali o pennellature.
Indicazioni di Betadine 10% Soluzione Vaginale
La Betadine 10% Soluzione Vaginale è indicata per:
- Trattamento di infezioni vaginali causate da batteri, funghi o virus.
- Prevenzione delle infezioni prima e dopo interventi chirurgici vaginali.
- Igiene intima in caso di irritazioni o infiammazioni.
Betadine è un disinfettante altamente efficace che può essere usato anche in caso di infezioni ginecologiche ricorrenti, per migliorare la salute vaginale.
Come si usa Betadine 10% Soluzione Vaginale?
Per l'uso di Betadine 10% Soluzione Vaginale, seguire le seguenti istruzioni:
- Irrigazioni vaginali: 2 cucchiai di prodotto in 1/2 litro di acqua tiepida, da usare 1-2 volte al giorno.
- Pennellature vaginali: Applicare il prodotto puro direttamente sulla cervice e vagina.
- Non superare le dosi consigliate e consultare il medico in caso di mancato miglioramento.
Controindicazioni ed Effetti Indesiderati
Non usare Betadine in caso di:
- Ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti.
- Precedenti di ipertiroidismo o disturbi alla tiroide.
Gli effetti indesiderati più comuni possono includere reazioni di ipersensibilità e dermatite da contatto. Se si manifestano sintomi come prurito o gonfiore, interrompere il trattamento e consultare un medico.
Perché acquistare Betadine 10% Soluzione Vaginale?
Betadine 10% Soluzione Vaginale è un prodotto essenziale per chi desidera mantenere la salute intima. È uno dei disinfettanti più usati per trattare le infezioni vaginali grazie alla sua efficacia e sicurezza. Con una semplice applicazione, si ottiene una protezione completa e duratura contro i patogeni.
A cosa serve Betadine 10% Soluzione Vaginale?
Betadine 10% Soluzione Vaginale è particolarmente utile per la disinfezione della mucosa vaginale, riducendo il rischio di infezioni batteriche e fungine. È indicato per trattamenti di igiene intima e per prevenire complicanze post-operatorie. La sua formula agisce contro un ampio spettro di microorganismi, rendendolo ideale per il trattamento delle vaginiti e altre infezioni ginecologiche.
Come e quando usare Betadine 10% Soluzione Vaginale?
Betadine 10% Soluzione Vaginale dovrebbe essere utilizzato secondo le indicazioni del medico o del foglietto illustrativo. È importante seguire il dosaggio corretto e non utilizzare il prodotto per periodi prolungati senza consultare un professionista della salute. L'uso in gravidanza e allattamento deve avvenire solo sotto stretta supervisione medica.
Domande frequenti su Betadine 10% Soluzione Vaginale
1. Come si applica Betadine 10% Soluzione Vaginale?
Betadine 10% Soluzione Vaginale può essere applicato tramite irrigazioni vaginali o pennellature sulla cervice e la vagina, utilizzando la dose consigliata.
2. Quali sono gli effetti collaterali di Betadine 10% Soluzione Vaginale?
Gli effetti collaterali comuni includono irritazione o prurito. In caso di reazioni allergiche o irritazioni, è necessario interrompere l'uso e consultare un medico.
3. Betadine 10% Soluzione Vaginale è sicuro durante la gravidanza?
Durante la gravidanza, Betadine dovrebbe essere usato solo se strettamente necessario e sotto la supervisione di un medico.
4. Posso usare Betadine 10% Soluzione Vaginale per le infezioni ricorrenti?
Sì, è efficace nel trattamento delle infezioni vaginali ricorrenti, ma è sempre consigliabile consultare un medico prima di intraprendere un trattamento prolungato.
Curiosità ed informazioni aggiuntive su Betadine 10% Soluzione Vaginale
Betadine 10% Soluzione Vaginale è noto per la sua lunga storia come disinfettante efficace. Il suo principio attivo, iodopovidone, è stato utilizzato per decenni per trattare diverse infezioni. È particolarmente utile per le donne che soffrono di infezioni vaginali ricorrenti, come vaginiti batteriche o fungine. La sua efficacia contro una vasta gamma di patogeni lo rende uno dei prodotti più scelti per l’igiene intima. Tuttavia, come per tutti i trattamenti, è essenziale seguire le istruzioni del medico per evitare effetti collaterali e garantire un uso sicuro. Nonostante il suo ampio uso, è importante evitare il contatto con gli occhi e non ingerire il prodotto. Inoltre, la sua applicazione deve essere effettuata con attenzione, rispettando le dosi consigliate per evitare irritazioni.
Continua a fare shopping su OpenFarma
Esplora il nostro catalogo e risparmia su una vasta selezione di prodotti!
Principi attivi
100 ml contengono: Principio attivo: Iodopovidone (al 10% di iodio) 10 g. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Eccipienti
Dodecilglucoside, macrogol lauriletere, profumo per igiene intima, acqua depurata.
Indicazioni terapeutiche
Disinfettante della mucosa vaginale.
Controindicazioni/Effetti indesiderati
• Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1. • Ipertiroidismo
Posologia
Irrigazioni: 2 cucchiai in 1/2 l di acqua tiepida, 1 o 2 volte al giorno - Non superare le dosi consigliate. Pennellature su cervice e vagina: utilizzare il prodotto puro. Dopo un congruo periodo di tempo senza risultati apprezzabili, consultare il medico.
Conservazione
Conservare al riparo dal calore.
Avvertenze
Solo per uso esterno. Particolare cautela va usata in pazienti con preesistente insufficienza renale che necessitino di regolari applicazioni di Betadine su cute lesa. L’uso del prodotto, specie se prolungato, può dare origine a fenomeni di sensibilizzazione. In tal caso interrompere il trattamento ed adottare idonee misure terapeutiche. I pazienti con gozzo, noduli tiroidei o altre patologie tiroidee acute e non acute sono a rischio di sviluppare iperfunzione tiroidea (ipertiroidismo) a seguito di somministrazione di grandi quantità di iodio. In questa popolazione di pazienti, la soluzione di iodopovidone non dovrebbe essere impiegata per un periodo di tempo prolungato se non strettamente indicato. Anche dopo la fine del trattamento bisogna ricercare i precoci sintomi di possibile ipertiroidismo e, se necessario, bisogna monitorare la funzione tiroidea. Non usare almeno 10 giorni prima di effettuare una scintigrafia o dopo scintigrafia con iodio radioattivo oppure nel trattamento con iodio radioattivo del carcinoma tiroideo. La popolazione pediatrica ha maggior rischio di sviluppare ipotiroidismo, a seguito di applicazioni di dosi elevate di iodio. A causa della permeabilità della cute e della loro elevata sensibilità allo iodio, l’uso di iodopovidone deve essere ridotto al minimo indispensabile nei bambini. Può essere necessario un controllo della funzione tiroidea del bambino (ad esempio livelli di T4 e TSH). Qualsiasi ingestione orale di iodopovidone da parte del bambino deve essere evitata. In età pediatrica usare solo sotto stretto controllo e nei casi di effettiva necessità. L’ingestione o l’inalazione accidentale di alcuni disinfettanti può avere conseguenze gravi, talvolta fatali. Evitare il contatto con gli occhi.
Interazioni
Evitare l’uso contemporaneo di altri antisettici e detergenti. Il complesso polivinilpirrolidone-iodio è efficace a valori di pH compresi tra 2.0 e 7.0. È possibile che il complesso reagisca con le proteine o altri composti organici insaturi, e che questo determini una riduzione della sua efficacia. L’uso concomitante di preparati con componenti enzimatiche per il trattamento di ferite determina un indebolimento degli effetti di entrambe le sostanze. Lo iodopovidone non deve essere usato contemporaneamente a prodotti contenti sali di mercurio o composti del benzoino, carbonati, acido tannico, alcali, perossido d’idrogeno, taurolidina e argento. L’uso di prodotti contenenti iodopovidone in concomitanza con altri antisettici contenenti octedina nelle stesse sedi o in sedi adiacenti può provocare una momentanea colorazione scura delle aree interessate. L’effetto ossidativo delle preparazioni a base di iodopovidone può causare risultati falsi positivi di alcuni esami diagnostici di laboratorio (ad esempio test con toluidina o gomma di guaiaco per la determinazione dell’emoglobina o del glucosio nelle feci o nelle urine). Evitare l’uso abituale in pazienti in trattamento contemporaneo con litio. L’assorbimento dello iodio dalla soluzione di iodopovidone può ridurre la captazione tiroidea dello iodio. Ciò può interferire con diversi esami (scintigrafia della tiroide, determinazione delle proteine leganti lo iodio, diagnostica con iodio radioattivo) e può rendere impossibile un trattamento pianificato della tiroide con iodio (terapia con iodio radioattivo). Dopo la fine del trattamento, prima di eseguire una nuova scintigrafia è necessario che trascorra un adeguato periodo di tempo.
Effetti indesiderati
Gli effetti indesiderati sono classificati in base alla loro frequenza: Molto comune (≥ 1/10) Comune (> 1/100 a < 1/10) Non comune (≥ 1/1.000 a < 1/100) Raro (≥ 1/10.000 a < 1/1.000) Molto raro (< 1/10.000) Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili) Disturbi del Sistema immunitario Raro Ipersensibilità Molto raro Reazione anafilattica Patologie endocrine Molto raro Ipertiroidismo* (talvolta con sintomi come tachicardia o agitazione) Non nota Ipotiroidismo *** Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non nota Squilibrio elettrolitico ** Acidosi metabolica ** Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Raro Dermatite da contatto (con sintomi come eritema, microvescicole e prurito) Molto raro Angioedema Patologie renali e urinarie Non nota Insufficienza renale acuta ** Osmolarità del sangue anormale ** *In pazienti con storia di patologie della tiroide (vedere paragrafo Avvertenze e speciali precauzioni di impiego) a seguito di elevata captazione di iodio, ad esempio dopo utilizzo a lungo termine di soluzione di iodopovidone per il trattamento di ferite e ustioni su aree cutanee estese. **Può verificarsi a seguito della captazione di elevate quantità di iodopovidone (ad esempio nel trattamento di ustioni) ***Ipotiroidismo a seguito di uso prolungato o esteso di iodopovidone Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa.
Sovradosaggio
In caso di sovradosaggio, intenzionale o accidentale si può manifestare ipotiroidismo o ipertiroidismo. L’assorbimento sistemico di iodio dopo applicazioni ripetute del prodotto su ferite estese o gravi ustioni può produrre una serie di sintomi quali:sapore metallico, salivazione aumentata, bruciore o dolore pungente alla bocca e alla gola, irritazione o gonfiore agli occhi, febbre, rash cutaneo, diarrea e disturbi gastrointestinali, ipotensione, tachicardia, acidosi metabolica, ipernatriemia, insufficienza della funzione renale, edema polmonare e shock. In caso di ingestione accidentale di elevate quantità di prodotto istituire un trattamento sintomatico e di supporto con particolare attenzione al bilancio elettrolitico ed alla funzione renale e tiroidea.
Gravidanza e allattamento
Durante la gravidanza e l’allattamento, la soluzione di iodopovidone deve essere utilizzata solo se strettamente necessaria e alla minima dose possibile, a causa della capacità dello iodio di attraversare la placenta e di essere secreto nel latte materno e per l’ elevata sensibilità del feto e del neonato allo iodio. Lo iodio, inoltre, si concentra maggiormente nel latte materno rispetto al siero, pertanto può causare ipotiroidismo transitorio con aumento del TSH (ormone stimolante la tiroide) nel feto o nel neonato.