Dieta Chetogenica: Cosa Mangiare, Menu di 10 Giorni, Piano Settimanale e Risultati
La dieta chetogenica è un modello alimentare a basso contenuto di carboidrati, con una quota controllata di proteine e una presenza più alta di grassi rispetto a una dieta tradizionale. L’obiettivo nutrizionale è portare l’organismo a usare in modo più marcato i grassi come fonte energetica, attraverso la produzione di corpi chetonici. Non si tratta semplicemente di eliminare pane, pasta e dolci: la chetogenica richiede una composizione precisa dei pasti, un’attenzione costante alla qualità degli alimenti e una valutazione seria delle condizioni personali.
In un’impostazione ben organizzata, la giornata alimentare ruota intorno a uova, pesce, carne magra o grassa secondo il piano, formaggi selezionati, verdure povere di carboidrati, olio extravergine d’oliva, avocado, frutta secca, semi e alternative low carb. Per un quadro introduttivo chiaro sulla struttura di questo regime alimentare, è utile collegare il tema alla guida Openfarma dedicata a dieta chetogenica, alimenti consentiti, menu e risultati, che riassume i principi generali del percorso keto.
Cosa si deve mangiare per la dieta chetogenica?
La dieta chetogenica si basa su una selezione di alimenti capaci di ridurre in modo importante l’apporto di zuccheri e amidi. La parte più delicata non è solo “mangiare meno carboidrati”, ma costruire pasti completi, sazianti e coerenti, evitando sia gli eccessi proteici sia l’abuso di grassi di bassa qualità. Il risultato migliore nasce da una scelta alimentare ordinata, con ingredienti semplici, porzioni sensate e condimenti ben distribuiti.
Gli alimenti più utilizzati in una dieta chetogenica sono:
- Proteine animali: uova, pollo, tacchino, manzo, vitello, pesce azzurro, salmone, tonno, merluzzo, crostacei e molluschi.
- Grassi di qualità: olio extravergine d’oliva, avocado, olive, frutta secca, semi di chia, semi di lino, semi di zucca e piccole quantità di burro o ghee quando previsti.
- Verdure a basso contenuto di carboidrati: zucchine, cavolfiore, broccoli, spinaci, bietole, lattuga, cetrioli, finocchi, asparagi, funghi, radicchio e rucola.
- Latticini selezionati: ricotta, formaggi stagionati, fiocchi di latte, yogurt greco intero senza zuccheri aggiunti, mozzarella e caprino, sempre in base alla tolleranza individuale.
- Alternative low carb: pasta di konjac, pane chetogenico, preparati con farine di semi, snack proteici ben bilanciati e prodotti senza zuccheri aggiunti.
Una delle soluzioni più pratiche per variare il pranzo o la cena è la pasta a ridotto contenuto di carboidrati. Gli spaghetti keto Probios a base di konjac permettono di preparare un piatto caldo con verdure, olio extravergine d’oliva, spezie e una fonte proteica, mantenendo un’impostazione compatibile con un menu low carb. La resa migliore si ottiene con condimenti semplici: zucchine saltate, gamberi, salmone, funghi, pesto senza zuccheri o ragù bianco leggero.
Da limitare o evitare nella fase chetogenica: pane tradizionale, pasta comune, riso, patate, pizza, prodotti da forno classici, biscotti, merendine, succhi di frutta, bibite zuccherate, dolci, cereali per la colazione, legumi in porzioni abbondanti e frutta molto zuccherina. Anche gli alimenti “senza grassi” possono contenere zuccheri nascosti, quindi le etichette vanno valutate con attenzione.
Quanti kg si perdono in 20 giorni di chetogenica?
La perdita di peso nei primi 20 giorni di dieta chetogenica può essere evidente, ma non esiste un numero valido per tutti. Il calo iniziale è spesso legato anche alla riduzione delle scorte di glicogeno e dei liquidi associati, oltre alla reale diminuzione della massa grassa. Per questo motivo, un dimagrimento rapido nelle prime settimane non va interpretato automaticamente come perdita esclusiva di grasso corporeo.
In molti percorsi controllati, in 20 giorni si possono osservare risultati variabili, spesso compresi indicativamente tra 2 e 5 kg, ma il dato cambia in base a peso di partenza, composizione corporea, attività fisica, aderenza al piano, ritenzione idrica, ciclo ormonale, qualità del sonno e condizioni metaboliche. Una persona con molto peso da perdere può vedere una riduzione più marcata, mentre un soggetto già normopeso può notare variazioni più lente e meno appariscenti.
Il dato più utile non è solo il peso sulla bilancia, ma l’insieme di segnali come circonferenza addominale, energia durante la giornata, fame, digestione, qualità del sonno e mantenimento della massa muscolare. Un calo troppo rapido, accompagnato da stanchezza intensa, crampi, nausea, capogiri o irritabilità, indica spesso una gestione non equilibrata del piano alimentare.
Quanti kg si perdono con la chetogenica in 21 giorni?
Nei percorsi discussi comunemente anche in forum e gruppi dedicati, i risultati in 21 giorni vengono spesso descritti con numeri molto diversi tra loro. Alcune esperienze riportano 3, 4 o 6 kg, altre molto meno. Questo confronto, però, può creare aspettative sbagliate, perché ogni corpo risponde in modo differente e il peso iniziale influenza molto il risultato apparente.
In tre settimane, il cambiamento più corretto da osservare è la combinazione tra riduzione dei liquidi, adattamento alla minore quota di carboidrati, maggiore controllo della fame e miglioramento della regolarità dei pasti. La dieta chetogenica non dovrebbe essere misurata solo con la velocità del dimagrimento, ma con la sostenibilità del percorso e con l’assenza di segnali di affaticamento.
Quando il piano è molto restrittivo, il rischio è inseguire il risultato rapido sacrificando varietà alimentare, micronutrienti e benessere digestivo. La qualità del menu resta quindi decisiva: verdure povere di carboidrati, proteine ben distribuite, grassi buoni e idratazione costante fanno la differenza tra un percorso ordinato e una dieta improvvisata.
Perché è sconsigliata la chetogenica?
La dieta chetogenica non è adatta a tutti e non dovrebbe essere trattata come un modello alimentare universale. Può essere sconsigliata in presenza di alcune condizioni cliniche, terapie farmacologiche, disturbi del comportamento alimentare, gravidanza, allattamento, patologie renali, epatiche, pancreatiche o cardiovascolari non controllate. In questi casi, la riduzione drastica dei carboidrati e il cambiamento del metabolismo energetico possono diventare problematici.
La chetogenica può risultare difficile anche per chi tende a eliminare interi gruppi alimentari senza sostituirli correttamente. Una dieta povera di frutta, legumi, cereali integrali e alcune verdure può ridurre l’apporto di fibre, vitamine e minerali. Per questo motivo, il piano deve prevedere verdure adeguate, grassi di buona qualità e un controllo attento degli elettroliti, soprattutto nelle prime fasi.
Una guida introduttiva come l’approfondimento Openfarma su come iniziare e mantenere la chetosi aiuta a comprendere perché questo regime richieda metodo, continuità e attenzione agli errori più comuni. La chetogenica non è semplicemente una dieta “senza pasta”: è un sistema alimentare preciso, e la precisione conta più della rigidità.
Nota importante: in caso di diabete, pressione alta, malattie renali, terapie con diuretici, farmaci per la glicemia, gravidanza, allattamento o patologie cardiovascolari, la dieta chetogenica richiede valutazione professionale. La riduzione dei carboidrati può modificare fame, glicemia, pressione, idratazione ed equilibrio dei sali minerali.
Quali sono gli effetti collaterali della chetosi?
La chetosi nutrizionale può accompagnarsi a sintomi transitori, soprattutto nei primi giorni. Il corpo passa da una disponibilità abituale di glucosio a un uso più marcato dei grassi, e questa fase di adattamento può generare sensazioni poco piacevoli. Non sempre compaiono, ma quando si presentano meritano attenzione.
Gli effetti più comuni possono includere:
- stanchezza e calo di energia nei primi giorni;
- mal di testa, spesso legato a idratazione insufficiente o perdita di sali minerali;
- alito acetonico, tipico dell’aumento dei corpi chetonici;
- stipsi, se le fibre vegetali sono troppo poche;
- crampi muscolari, soprattutto con sudorazione, attività fisica o scarso apporto di minerali;
- nausea o digestione pesante, quando i grassi vengono aumentati troppo rapidamente;
- irritabilità o difficoltà di concentrazione durante l’adattamento iniziale;
- alterazioni del sonno in soggetti sensibili ai cambiamenti alimentari drastici.
L’attenzione a magnesio, potassio e idratazione diventa centrale, specialmente quando la dieta è associata ad allenamento, caldo o sudorazione. Un collegamento naturale al tema è l’approfondimento Openfarma sui migliori integratori di magnesio e potassio, utile per contestualizzare il ruolo dei sali minerali nel metabolismo energetico e nella normale funzione muscolare.
Cosa mangiare al mattino con la dieta chetogenica?
La colazione chetogenica deve essere saziante, povera di zuccheri e ben bilanciata. Il classico schema italiano composto da cappuccino zuccherato, biscotti, fette biscottate e marmellata non è compatibile con una fase keto. Al mattino funzionano meglio alimenti ricchi di proteine e grassi buoni, accompagnati da una quota minima di carboidrati provenienti da verdure, semi o prodotti specifici.
Idee pratiche per la colazione:
- Uova strapazzate con spinaci e olio extravergine d’oliva.
- Yogurt greco intero senza zuccheri con semi di chia, noci e cannella.
- Omelette con zucchine, formaggio e pepe nero.
- Avocado con salmone affumicato e semi di sesamo.
- Ricotta con mandorle tritate e cacao amaro in piccola quantità.
- Caffè o tè senza zucchero, eventualmente con una piccola quota di latte intero o bevanda senza zuccheri, se prevista nel piano.
Quando serve una colazione più simile a quella tradizionale, si possono inserire prodotti appositamente formulati. Una granola chetogenica o un pane low carb possono aiutare a dare varietà senza tornare a colazioni ricche di zuccheri. Anche le barrette proteiche possono avere un ruolo occasionale, soprattutto quando la mattina è molto rapida; il tema è approfondito nella guida Openfarma su barrette proteiche Enervit e whey protein, utile per distinguere snack proteici, apporto proteico e uso pratico durante la giornata.
Cosa si mangia a pranzo con la dieta chetogenica?
Il pranzo chetogenico deve essere completo, non punitivo. Un piatto ben costruito comprende una fonte proteica, una porzione abbondante di verdure povere di carboidrati e un condimento grasso di qualità. L’errore più frequente è ridurre troppo il piatto a “carne e insalata”, rendendolo monotono, poco appagante e difficile da mantenere.
Esempi di pranzi chetogenici equilibrati:
- Insalata di pollo con lattuga, cetrioli, olive, avocado e olio extravergine d’oliva.
- Salmone alla piastra con zucchine grigliate e finocchi crudi.
- Uova sode con tonno, rucola, maionese senza zuccheri e semi di zucca.
- Hamburger senza pane tradizionale con contorno di cavolfiore e insalata mista.
- Tagliolini low carb con gamberi, zucchine e olio extravergine d’oliva.
Per ricreare un primo piatto senza usare pasta di grano, i tagliolini keto Probios senza glutine sono una soluzione adatta a ricette con condimenti cremosi, verdure saltate o pesce. Il loro utilizzo permette di dare continuità alla dieta senza rinunciare alla forma del primo piatto, aspetto utile soprattutto nei menu più lunghi.
Cosa mangiare in chetogenica a cena fuori?
La cena fuori può restare compatibile con la dieta chetogenica, purché le scelte siano semplici e ordinate. Ristoranti di pesce, steakhouse, trattorie con carne alla griglia, locali con piatti a base di uova, insalate ricche o verdure cotte sono spesso più facili da gestire rispetto a pizzerie, fast food e locali centrati su primi piatti, panini e fritti impanati.
Scelte adatte al ristorante:
- Antipasto: carpaccio, tartare, bresaola, salmone, alici marinate, mozzarella, verdure grigliate senza glassature dolci.
- Secondo: carne alla griglia, pesce al forno, pollo, tagliata, uova, hamburger senza pane, crostacei.
- Contorno: insalata, spinaci, cicoria, broccoli, zucchine, funghi, finocchi, verdure grigliate.
- Condimento: olio extravergine d’oliva, limone, erbe aromatiche, pepe, aceto in piccola quantità.
- Da evitare: pane, patatine, pastelle, salse dolci, ketchup, primi piatti tradizionali, dessert, alcolici zuccherati.
Per chi preferisce una soluzione casalinga simile al pane da usare nei pasti principali, il pane keto Probios senza glutine rappresenta un’alternativa pensata per ridurre i carboidrati rispetto al pane comune. Può essere utilizzato per accompagnare uova, salmone, formaggi, avocado o verdure grigliate, mantenendo una struttura più vicina a un pasto tradizionale.
Qual è un piano alimentare settimanale per la dieta chetogenica?
Un piano settimanale chetogenico deve alternare fonti proteiche diverse, verdure varie e grassi di qualità. La ripetizione eccessiva degli stessi alimenti può rendere il percorso più fragile, mentre una rotazione ordinata aiuta a mantenere gusto, sazietà e completezza nutrizionale.
| Giorno | Colazione | Pranzo | Cena |
|---|---|---|---|
| Lunedì | Uova strapazzate con spinaci e tè senza zucchero | Insalata di pollo, avocado, cetrioli, olive e olio extravergine | Salmone al forno con zucchine e finocchi |
| Martedì | Yogurt greco intero con noci e semi di chia | Hamburger senza pane con cavolfiore e insalata | Omelette con funghi, formaggio e rucola |
| Mercoledì | Ricotta con mandorle e cacao amaro | Tonno, uova sode, lattuga, olive e maionese senza zuccheri | Pollo al curry leggero con broccoli |
| Giovedì | Avocado con salmone affumicato | Tagliolini keto con gamberi e zucchine | Manzo alla piastra con spinaci saltati |
| Venerdì | Omelette con zucchine e caprino | Insalata con tacchino, semi di zucca e olio extravergine | Merluzzo con cavolfiore al forno |
| Sabato | Yogurt greco con nocciole e cannella | Spaghetti keto con pesto senza zuccheri e pollo | Tagliata di manzo con rucola e funghi |
| Domenica | Uova, avocado e caffè senza zucchero | Pesce azzurro con verdure grigliate | Frittata con spinaci, formaggio e insalata |
Nei giorni in cui serve un supporto più pratico per comporre panini o toast low carb, il pane keto ai semi Probios può inserirsi in abbinamento a uova, salmone, bresaola, formaggi o creme a base di avocado. La presenza di semi consente di ottenere una consistenza più rustica e un gusto adatto anche a pasti salati.
Qual è il menu per 10 giorni di dieta chetogenica?
Un menu di 10 giorni permette di impostare la dieta con maggiore varietà rispetto al classico schema settimanale. L’obiettivo è alternare sapori, consistenze e fonti proteiche, evitando l’effetto “dieta ripetitiva” che spesso porta ad abbandonare il percorso. Le porzioni devono essere adattate al fabbisogno personale, ma la struttura dei pasti resta simile: proteine, verdure low carb e grassi buoni.
| Giorno | Colazione | Pranzo | Cena |
|---|---|---|---|
| 1 | Uova strapazzate con spinaci | Pollo con avocado, lattuga e olive | Salmone con zucchine grigliate |
| 2 | Yogurt greco intero con noci | Tonno, uova sode e insalata mista | Manzo con cavolfiore al forno |
| 3 | Ricotta con semi di chia | Omelette con funghi e formaggio | Merluzzo con broccoli e olio extravergine |
| 4 | Avocado e salmone affumicato | Tagliolini keto con zucchine e gamberi | Pollo al forno con insalata di finocchi |
| 5 | Omelette con caprino | Hamburger senza pane con verdure grigliate | Frittata con spinaci e rucola |
| 6 | Yogurt greco con nocciole | Spaghetti keto con pesto e tacchino | Pesce azzurro con bietole saltate |
| 7 | Uova sode con avocado | Insalata di salmone, cetrioli e semi | Vitello con funghi e cavolfiore |
| 8 | Ricotta, mandorle e cannella | Pollo al curry leggero con broccoli | Uova al tegamino con spinaci |
| 9 | Omelette con zucchine | Gamberi con insalata, avocado e olio extravergine | Manzo alla piastra con radicchio |
| 10 | Yogurt greco con semi di lino | Pane keto con salmone, avocado e insalata | Merluzzo con zucchine e finocchi |
Per alternare primi piatti, zuppe e ricette saltate in padella, la guida Openfarma sugli shirataki, pasta di konjac, benefici e ricette offre un contesto utile sulle preparazioni a ridotto contenuto di carboidrati. Gli shirataki sono apprezzati proprio perché permettono di creare piatti voluminosi e leggeri, con condimenti semplici e verdure adatte alla chetogenica.
Come comporre un piatto chetogenico equilibrato
Un piatto chetogenico non dovrebbe essere casuale. La composizione più solida parte da una proteina principale, aggiunge verdure povere di carboidrati e completa con una fonte di grassi di qualità. Questo schema permette di mantenere sazietà, gusto e controllo della quota glucidica senza trasformare ogni pasto in un calcolo rigido.
- Base proteica: uova, pesce, carne, pollo, tacchino, formaggi o tofu compatibile con il piano.
- Verdure: almeno una porzione generosa di ortaggi low carb, crudi o cotti.
- Grassi buoni: olio extravergine d’oliva, avocado, olive, frutta secca o semi.
- Elemento pratico: pane keto, pasta di konjac o snack proteico solo quando serve davvero varietà.
- Spezie ed erbe: rosmarino, basilico, curry, curcuma, pepe, paprika, origano, limone e aceto in piccole quantità.
Anche la qualità dei grassi conta. Pesce azzurro, salmone, sgombro, sardine, noci e olio extravergine d’oliva hanno un profilo nutrizionale più interessante rispetto a condimenti industriali, salse zuccherate o grassi di bassa qualità. Per approfondire il ruolo dei grassi buoni, l’articolo Openfarma su omega-3, alimenti che li contengono e quando integrarli si collega in modo naturale al tema del pesce grasso e dell’equilibrio lipidico.
Errori comuni nella dieta chetogenica
La chetogenica viene spesso semplificata in modo eccessivo. Eliminare pasta e pane non basta, così come non basta aggiungere burro, formaggi e salumi a ogni pasto. Un’alimentazione di questo tipo richiede precisione, varietà e buon senso. Gli errori più comuni possono rallentare i risultati, peggiorare la digestione e rendere il percorso molto più faticoso.
- Mangiare troppe proteine: la chetogenica non è una dieta iperproteica senza limiti. Le proteine vanno distribuite, non aumentate in modo casuale.
- Scegliere grassi di scarsa qualità: salumi, fritti, salse e prodotti ultra-processati non dovrebbero diventare la base della dieta.
- Trascurare le verdure: le fibre sono importanti per intestino, sazietà e varietà nutrizionale.
- Bere poca acqua: la riduzione dei carboidrati può modificare la gestione dei liquidi, soprattutto all’inizio.
- Ignorare i sali minerali: crampi, mal di testa e stanchezza possono essere collegati anche a squilibri di sodio, magnesio e potassio.
- Pesarsi ogni giorno: il peso oscilla per liquidi, digestione, allenamento e ormoni. Meglio osservare l’andamento complessivo.
- Restare troppo rigidi troppo a lungo: una fase chetogenica prolungata senza controllo può aumentare il rischio di carenze e difficoltà digestive.
Quando la dieta chetogenica può diventare poco sostenibile
La dieta chetogenica può diventare difficile quando viene vissuta come una lista infinita di divieti. L’esclusione di alimenti comuni come pane, pasta, riso, patate, pizza, dolci e molta frutta può avere un impatto pratico importante sulla vita quotidiana, sui pasti fuori casa e sulla continuità nel tempo. La sostenibilità, però, non dipende solo dalla forza di volontà: dipende dalla qualità del piano, dalla varietà delle ricette e dall’adeguatezza rispetto alla persona.
Un percorso ben costruito prevede alternative realistiche, pasti semplici, ingredienti reperibili e una rotazione alimentare ampia. Una chetogenica basata sempre su uova, formaggio e affettati diventa monotona e poco equilibrata; una chetogenica con pesce, verdure, olio extravergine, carni selezionate, frutta secca, semi e preparazioni low carb può risultare più ordinata e gradevole.
Domande frequenti sulla dieta chetogenica
Cosa si deve mangiare per la dieta chetogenica?
Si mangiano soprattutto proteine di qualità, grassi buoni e verdure a basso contenuto di carboidrati. Uova, pesce, carne, pollo, avocado, olio extravergine d’oliva, frutta secca, semi, formaggi selezionati, broccoli, zucchine, spinaci, cavolfiore e insalate sono tra gli alimenti più usati. Pane, pasta, riso, dolci, succhi, bibite zuccherate e cereali comuni vengono fortemente limitati.
Quanti kg si perdono in 20 giorni di chetogenica?
Il calo può variare molto. In 20 giorni alcune persone osservano una riduzione di 2-5 kg, ma il risultato dipende da peso iniziale, liquidi, attività fisica, aderenza al piano e composizione corporea. La prima perdita comprende spesso anche acqua e glicogeno, non solo grasso corporeo.
Perché è sconsigliata la chetogenica?
Può essere sconsigliata in caso di patologie renali, epatiche, pancreatiche, cardiovascolari non controllate, gravidanza, allattamento, disturbi alimentari o terapie farmacologiche delicate. Può inoltre favorire carenze nutrizionali, stipsi, stanchezza, alterazioni dei lipidi e difficoltà digestive se gestita senza equilibrio.
Qual è il menu per 10 giorni di dieta chetogenica?
Un menu di 10 giorni deve alternare uova, pesce, carne, pollo, verdure low carb, avocado, olio extravergine, semi, frutta secca, pane keto e pasta di konjac. La rotazione degli alimenti riduce la monotonia e permette di mantenere una maggiore varietà nutrizionale.
Cosa mangiare al mattino con la dieta chetogenica?
Al mattino sono adatti uova, omelette, yogurt greco intero senza zuccheri, ricotta, avocado, salmone, semi di chia, noci e caffè o tè senza zucchero. Le colazioni dolci tradizionali con biscotti, cereali e marmellata non sono compatibili con una fase chetogenica.
Cosa si mangia a pranzo con la dieta chetogenica?
A pranzo si possono combinare pollo, tonno, uova, salmone, carne o formaggi con verdure povere di carboidrati e olio extravergine d’oliva. Pasta di konjac, tagliolini keto o pane low carb possono aiutare a variare il menu senza introdurre grandi quantità di carboidrati.
Cosa mangiare in chetogenica a cena fuori?
Sono adatti carne alla griglia, pesce al forno, tartare, carpaccio, uova, insalate ricche, verdure grigliate e contorni non amidacei. È meglio evitare pane, pizza, primi piatti, patate, impanature, salse dolci, dessert e bevande zuccherate.
Quali sono gli effetti collaterali della chetosi?
Gli effetti più comuni possono essere stanchezza, mal di testa, alito acetonico, stipsi, crampi, nausea, irritabilità e cali di energia nei primi giorni. Idratazione, sali minerali, verdure adeguate e un piano ben distribuito aiutano a gestire meglio la fase di adattamento.
Conclusione
La dieta chetogenica può essere un percorso efficace quando viene strutturata con criterio, ma non dovrebbe essere affrontata come una scorciatoia generica per perdere peso rapidamente. La differenza sta nella composizione dei pasti: proteine adeguate, grassi di qualità, verdure povere di carboidrati, idratazione, sali minerali e varietà alimentare. I risultati dei primi 20 o 21 giorni possono essere incoraggianti, ma devono essere interpretati con lucidità, distinguendo la perdita di liquidi dalla reale riduzione del grasso corporeo.
Un menu chetogenico ben costruito non è fatto di rinunce casuali, ma di scelte precise. Uova, pesce, carne, verdure, avocado, olio extravergine, frutta secca, semi, pane keto e pasta low carb possono creare un’alimentazione varia e più gestibile. Allo stesso tempo, gli effetti collaterali e le controindicazioni non vanno sottovalutati: la chetogenica resta un regime alimentare specifico, da valutare con attenzione quando sono presenti patologie, farmaci o condizioni delicate.
Disclaimer legale: Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico, del nutrizionista, del dietista o di altro professionista sanitario qualificato. La dieta chetogenica è un regime alimentare specifico che può non essere adatto a tutti e che, in presenza di patologie, terapie farmacologiche, gravidanza, allattamento, disturbi metabolici, renali, epatici, cardiovascolari o del comportamento alimentare, deve essere valutato esclusivamente con il supporto di uno specialista. Prima di iniziare, modificare o interrompere qualsiasi percorso alimentare è sempre necessario rivolgersi al proprio medico o a un professionista abilitato. I risultati indicati possono variare da persona a persona e non devono essere considerati garanzia di dimagrimento, miglioramento clinico o beneficio individuale.


