Aspirina dolore infiammazione 500 mg 20 compresse per febbre, mal di testa e dolori muscolari
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- Produttore: BAYER SpA
- Codice articolo:041962034
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Aspirina dolore infiammazione 500 mg per febbre e mal di testa
Aspirina dolore infiammazione 500 mg è un medicinale a base di acido acetilsalicilico indicato per il trattamento sintomatico di febbre e dolore da lieve a moderato. La formulazione in compresse rivestite rende il prodotto pratico nei momenti in cui compaiono sintomi comuni come mal di testa, dolori muscolari, mal di denti o disturbi legati alla sindrome influenzale. L’azione del principio attivo contribuisce a ridurre la produzione di mediatori coinvolti in dolore, infiammazione e aumento della temperatura corporea. Per questo motivo viene spesso scelto come farmaco per febbre, come supporto nei dolori stagionali e come soluzione mirata per episodi dolorosi occasionali. Ogni compressa contiene acido acetilsalicilico 500 mg, dosaggio adatto ad adulti e ragazzi dai 16 anni. La confezione da 20 compresse è pensata per un trattamento breve e controllato.
- Indicato per febbre e dolore lieve o moderato.
- Utile in caso di mal di testa, mal di denti e dolori muscolari.
- Adatto ad adulti e adolescenti dai 16 anni.
- Formato pratico da 20 compresse rivestite.
Aspirina 500 mg acido acetilsalicilico per dolore lieve e moderato
Aspirina 500 mg contiene acido acetilsalicilico, principio attivo appartenente alla famiglia dei farmaci antinfiammatori non steroidei. La sua azione analgesica aiuta ad attenuare i fastidi dolorosi più frequenti, mentre l’effetto antipiretico favorisce la riduzione della temperatura corporea quando compare febbre. La presenza di acido acetilsalicilico rende il prodotto indicato nei casi in cui dolore, malessere e infiammazione si presentano insieme, come può accadere durante raffreddamento o sindrome influenzale. Il medicinale è pensato per il dolore lieve e moderato e non deve essere utilizzato in modo continuativo senza parere medico. La corretta assunzione, il rispetto delle dosi e l’attenzione alle controindicazioni sono fondamentali per un impiego sicuro. Grazie alla sua triplice azione, antidolorifico antinfiammatorio e antipiretico, rappresenta una scelta conosciuta per il trattamento sintomatico di episodi occasionali.
- Agisce su dolore, febbre e infiammazione.
- Non sostituisce il parere medico in caso di sintomi persistenti.
- Va assunto rispettando dosi e intervalli indicati.
- Non è indicato per trattamenti prolungati senza controllo sanitario.
Aspirina dolore infiammazione per dolori muscolari, mal di denti e sintomi influenzali
Aspirina per dolori muscolari può essere utilizzata quando il dolore è collegato a stati influenzali, raffreddamento, tensioni o fastidi passeggeri. Il medicinale è indicato anche per mal di denti, nevralgie, dolori reumatici e dolori mestruali, sempre nell’ambito del trattamento sintomatico di episodi lievi o moderati. Durante la sindrome influenzale, febbre, cefalea e indolenzimento muscolare possono comparire insieme, creando una sensazione generale di malessere. In questi casi l’acido acetilsalicilico aiuta ad attenuare i sintomi senza agire sulla causa virale, che richiede riposo, idratazione e attenzione all’evoluzione del quadro clinico. La confezione di compresse per influenza è pratica da conservare in casa, purché lontano da bambini e fonti di calore. In presenza di patologie, terapie in corso o sintomi intensi, l’uso di Aspirina per febbre e dolori reumatici richiede consiglio medico.
- Utile per sintomi dolorosi associati a influenza e raffreddamento.
- Indicato per mal di testa, mal di denti e dolori muscolari.
- Aiuta a controllare febbre e malessere generale.
- Da usare per brevi periodi e secondo posologia.
Aspirina 20 compresse rivestite formato convenienza per uso breve
Il formato Aspirina 20 compresse risponde alle esigenze di chi cerca un medicinale pratico per episodi occasionali di dolore o febbre. Le compresse rivestite sono pensate per l’assunzione orale con una quantità adeguata di acqua, preferibilmente seguendo le indicazioni del foglio illustrativo. La confezione è adatta a un impiego domestico responsabile, soprattutto nei cambi di stagione, quando possono comparire sintomi influenzali, mal di testa e dolori diffusi. Il formato da 20 unità consente di avere a disposizione un farmaco da banco conosciuto, da usare nel rispetto della dose massima giornaliera. La conservazione corretta, sotto i 30°C e nella confezione originale, aiuta a mantenere l’integrità del medicinale. Per una navigazione coerente tra prodotti simili, la categoria farmaci per dolore, febbre e infiammazioni raccoglie antipiretici e analgesici utili per confrontare prodotti per febbre e dolore.
- Confezione pratica da tenere in casa.
- Formato indicato per trattamenti brevi.
- Compresse rivestite da assumere con liquidi.
- Conservare sotto i 30°C e fuori dalla portata dei bambini.
Perché acquistare Aspirina dolore infiammazione 500 mg 20 compresse
Acquistare Aspirina dolore infiammazione significa scegliere un medicinale noto per il trattamento sintomatico di febbre e dolore comune. La presenza di acido acetilsalicilico da 500 mg offre un’azione analgesica e antipiretica utile quando compaiono disturbi come cefalea, dolori muscolari o malessere influenzale. Il formato 500 mg 20 compresse è adatto a chi desidera un prodotto essenziale, facilmente conservabile e pensato per brevi periodi di utilizzo. La scheda del prodotto consente di valutare indicazioni, dosaggio, controindicazioni e avvertenze prima dell’acquisto, favorendo una scelta più consapevole. Aspirina resta un riferimento tra i medicinali per febbre e dolore, soprattutto quando serve un supporto mirato e ben conosciuto. Per confrontare prodotti della stessa area terapeutica, la sezione farmaci da banco online permette di esplorare medicinali senza ricetta e antinfiammatori da banco disponibili su Openfarma.
- Principio attivo conosciuto e ampiamente utilizzato.
- Formato comodo per febbre e dolori occasionali.
- Indicazioni chiare per adulti e ragazzi dai 16 anni.
- Utile per confrontare soluzioni simili nell’area dolore e febbre.
A cosa serve Aspirina dolore infiammazione 500 mg
Aspirina a cosa serve è una delle ricerche più frequenti legate a questo medicinale. Aspirina Dolore Infiammazione 500 mg serve per il trattamento sintomatico della febbre e del dolore da lieve a moderato, come mal di testa, mal di denti, dolori muscolari e disturbi associati alla sindrome influenzale. Non cura la causa dell’infezione, ma aiuta a controllare i sintomi che accompagnano febbre e infiammazione. Può essere utile quando compare malessere influenzale, quando il dolore interferisce con le normali attività o quando la temperatura corporea aumenta. L’uso deve restare limitato nel tempo: massimo 3 giorni in caso di febbre e 3-4 giorni in caso di dolore, salvo diversa indicazione medica. In caso di peggioramento, sintomi persistenti o condizioni cliniche particolari, il medicinale per mal di testa, per mal di denti e per dolori muscolari richiede valutazione professionale.
- Serve per febbre e dolore lieve o moderato.
- Indicato per cefalea, mal di denti e dolori muscolari.
- Utile nei sintomi influenzali con dolore e febbre.
- Non va prolungato oltre i tempi raccomandati senza medico.
Come e quando usare Aspirina dolore infiammazione 500 mg
Come prendere Aspirina richiede attenzione a dosi, intervalli e durata del trattamento. Adulti e ragazzi dai 16 anni possono assumere da 1 a 2 compresse per dose, da ripetere se necessario dopo almeno 4 ore, senza superare 6 compresse al giorno. Negli anziani dai 65 anni la dose raccomandata è di 1 compressa per dose, con un massimo di 4 compresse al giorno. Le compresse vanno ingerite con un’adeguata quantità di acqua. La posologia Aspirina 500 mg deve sempre rispettare il dosaggio minimo efficace, evitando associazioni con altri prodotti contenenti acido acetilsalicilico. Il medicinale può essere assunto quando compaiono febbre o dolore, ma non deve essere usato oltre 3 giorni per la febbre o 3-4 giorni per il dolore senza parere medico. Attenzione a dose massima giornaliera, Aspirina anziani e Aspirina dopo 16 anni.
- Adulti e ragazzi dai 16 anni: 1-2 compresse per dose.
- Intervallo minimo: 4 ore tra le assunzioni.
- Massimo adulti: 6 compresse al giorno.
- Massimo anziani: 4 compresse al giorno.
Ingredienti di Aspirina dolore infiammazione 500 mg 20 compresse
Principio attivo: acido acetilsalicilico 500 mg per compressa rivestita.
- Eccipienti del nucleo: silicio biossido colloidale, sodio carbonato anidro.
- Rivestimento: cera di carnauba, ipromellosa, zinco stearato.
- Forma farmaceutica: compresse rivestite.
- Formato: confezione da 20 compresse.
Avvertenze e controindicazioni di Aspirina dolore infiammazione 500 mg
Non assumere Aspirina Dolore Infiammazione in caso di allergia ad acido acetilsalicilico, salicilati o altri componenti del medicinale. Il prodotto è controindicato in presenza di ulcera gastrica o intestinale attiva, diatesi emorragica, insufficienza renale grave, insufficienza epatica grave, insufficienza cardiaca grave non controllata, terapia con metotrexato a dosi elevate o assunzione di anticoagulanti orali in condizioni specifiche. Non usare nei bambini e ragazzi sotto i 16 anni senza prescrizione medica. È controindicato dall’inizio del 6° mese di gravidanza, oltre le 24 settimane di amenorrea, e non è raccomandato durante l’allattamento. Evitare l’associazione con alcol e con altri farmaci contenenti acido acetilsalicilico. Consultare medico o farmacista in caso di asma, gastrite, precedenti sanguinamenti, terapie in corso, insufficienza renale o epatica, gotta o sintomi persistenti.
Domande frequenti su Aspirina dolore infiammazione 500 mg
Aspirina dolore infiammazione 500 mg si può prendere per il mal di testa?
Sì, Aspirina Dolore Infiammazione 500 mg è indicata per il trattamento sintomatico del mal di testa da lieve a moderato negli adulti e nei ragazzi dai 16 anni. Se il dolore persiste, peggiora o si ripresenta frequentemente, è necessario consultare il medico.
Quante compresse di Aspirina 500 mg si possono prendere al giorno?
Negli adulti e nei ragazzi dai 16 anni la dose massima giornaliera è di 6 compresse. Negli anziani dai 65 anni la dose massima è di 4 compresse al giorno. Deve trascorrere almeno 4 ore tra una somministrazione e l’altra.
Aspirina dolore infiammazione si può usare per la febbre?
Sì, il medicinale è indicato per il trattamento sintomatico della febbre. Non deve essere assunto per più di 3 giorni in caso di febbre senza diversa indicazione del medico.
Aspirina dolore infiammazione 500 mg si può prendere in gravidanza?
È controindicata dall’inizio del 6° mese di gravidanza, oltre 24 settimane di amenorrea. Nei primi mesi deve essere utilizzata solo se strettamente necessario e su consiglio medico, alla dose minima e per il minor tempo possibile.
Aspirina dolore infiammazione è adatta ai bambini?
Il medicinale è riservato ad adulti e ragazzi dai 16 anni. Nei bambini e nei ragazzi sotto i 16 anni l’uso dell’acido acetilsalicilico richiede prescrizione e valutazione medica.
Aspirina 500 mg può essere assunta con anticoagulanti o altri farmaci?
L’associazione con anticoagulanti, metotrexato, altri FANS, eparine, antiaggreganti e diversi altri medicinali può aumentare il rischio di effetti indesiderati, soprattutto sanguinamenti. Prima di assumere Aspirina con altri farmaci è necessario chiedere consiglio a medico o farmacista.
Aspirina dolore infiammazione può dare effetti collaterali?
Come tutti i farmaci, può causare effetti indesiderati. Tra quelli possibili rientrano disturbi gastrointestinali, sanguinamenti, reazioni allergiche, vertigini, cefalea, tinnito e, in casi rari, reazioni gravi. In presenza di sintomi insoliti o importanti è necessario interrompere l’assunzione e contattare un medico.
Come conservare Aspirina dolore infiammazione 500 mg?
Conservare il medicinale nella confezione originale, al riparo da luce e umidità, a temperatura non superiore a 30°C. Tenere fuori dalla vista e dalla portata dei bambini e non utilizzare dopo la data di scadenza.
Curiosità ed informazioni aggiuntive su Aspirina dolore infiammazione 500 mg 20 compresse
Aspirina dolore infiammazione appartiene alla storia dei medicinali più conosciuti per il trattamento di dolore e febbre. Il suo principio attivo, l’acido acetilsalicilico, deriva dalla ricerca sui salicilati, sostanze studiate per la loro capacità di agire sui sintomi dolorosi e sugli stati febbrili. Nel tempo Aspirina è diventata un nome familiare, associato soprattutto a mal di testa, dolori muscolari e sintomi influenzali. La versione 500 mg 20 compresse unisce un dosaggio classico a un formato pratico, pensato per un uso breve e mirato. Il meccanismo d’azione è legato all’inibizione della sintesi delle prostaglandine, molecole coinvolte nei processi di dolore e infiammazione. Proprio per questa ragione il medicinale può essere utile quando febbre, cefalea e indolenzimento si presentano insieme. Rimane fondamentale leggere sempre il foglio illustrativo, perché acido acetilsalicilico 500 mg può interagire con diversi farmaci e non è adatto a tutti. Un uso corretto, limitato nel tempo e rispettoso delle dosi rende Aspirina per febbre un supporto sintomatico conosciuto e consolidato.
Approfondimenti e collegamenti utili su Openfarma
- Farmaci per dolore, febbre e infiammazioni su Openfarma: categoria interna utile per confrontare medicinali dedicati a febbre, dolore muscolare, mal di testa e infiammazione.
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La call to action seguente non si riferisce al prodotto specifico, ma alla possibilità di continuare a risparmiare e fare shopping su altri prodotti simili.
Principi attivi di Aspirina Dolore Infiammazione 20 Compresse 500 mg
Ogni compressa contiene 500 mg di acido acetilsalicilico. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Eccipienti
Nucleo della compressa: Silicio biossido colloidale Sodio carbonato anidro Rivestimento: Cera di carnauba Ipromellosa Zinco stearato.
Indicazioni terapeutiche
Trattamento sintomatico della febbre e/o del dolore da lieve a moderato, come mal di testa, sindrome influenzale, mal di denti, dolori muscolari.
Controindicazioni/Effetti indesiderati
• Ipersensibilità all’acido acetilsalicilico o ad altri salicilati, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, • anamnesi di asma o reazioni di ipersensibilità (ad es. orticaria, angioedema, rinite grave, shock) indotte dalla somministrazione di salicilati o sostanze con un’azione simile, in particolare farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), • ulcera peptica in fase attiva, • diatesi emorragica, • insufficienza renale grave, • insufficienza epatica grave, • insufficienza cardiaca grave non controllata, • concomitante somministrazione di metotrexato in dosi superiori a 20 mg alla settimana, per dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico, o per dosi analgesiche o antipiretiche (vedere paragrafo 4.5), • concomitante somministrazione di anticoagulanti orali per dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico, o per dosi analgesiche o antipiretiche e nei pazienti con anamnesi di ulcere gastroduodenali (vedere paragrafo 4.5), • dall’inizio del 6° mese di gravidanza (oltre la ventiquattresima settimana di amenorrea) (vedere paragrafo 4.6), • bambini e ragazzi al di sotto dei 16 anni di età.
Posologia di Aspirina Dolore Infiammazione 20 Compresse 500 mg
Posologia Adulti e ragazzi (dai 16 anni in poi): da 1 a 2 compresse per ciascuna dose da ripetere secondo necessità dopo un minimo periodo di 4 ore. La dose massima giornaliera non deve superare le 6 compresse. Anziani (dai 65 anni): 1 compressa per ciascuna dose da ripetere secondo necessità dopo un minimo periodo di 4 ore. La dose massima giornaliera non deve superare le 4 compresse. L’acido acetilsalicilico non va assunto per più di 3 giorni (in caso di febbre) o di 3 – 4 giorni (in caso di dolore) salvo diversa indicazione del medico. Popolazione pediatrica: L’acido acetilsalicilico non deve essere usato nei bambini e nei ragazzi al di sotto dei 16 anni senza una prescrizione medica. L’acido acetilsalicilico deve essere usato con cautela nei pazienti con funzionalità epatica o renale anomala o con problemi circolatori. Modo di somministrazione Per uso orale. Le compresse vanno assunte con una adeguata quantità di liquidi.
Conservazione
Non conservare a temperatura superiore ai 30° C
Avvertenze
In caso di combinazione con altri prodotti medicinali, per evitare qualsiasi rischio di sovradosaggio, controllate che l’acido acetilsalicilico sia assente dalla composizione di questi altri medicinali. • La sindrome di Reye, una malattia molto rara e potenzialmente mortale, è stata descritta in bambini con sintomi di infezioni virali (in particolare varicella ed episodi influenzali) con o senza assunzione di acido acetilsalicilico. Di conseguenza, l’acido acetilsalicilico dovrebbe essere somministrato ai bambini in queste condizioni solo dopo parere medico e quando misure di altro genere si siano dimostrate inefficaci. In caso di vomito persistente, alterazioni dello stato di coscienza o comportamento anormale, il trattamento con acido acetilsalicilico deve essere interrotto. • In caso di somministrazione prolungata di analgesici ad alte dosi, l’attacco di mal di testa non deve essere trattato con dosi maggiori. • L’impiego regolare di analgesici, in particolare di una combinazione di analgesici, può comportare una lesione renale permanente, con rischio di insufficienza renale. • In alcune gravi forme di deficit di G6PD, alte dosi di acido acetilsalicilico possono causare emolisi. In caso di deficit di G6PD, l’acido acetilsalicilico va somministrato sotto supervisione medica. • Il monitoraggio del trattamento dovrebbe essere intensificato nei seguenti casi: • nei pazienti con anamnesi di ulcera gastrica o duodenale, sanguinamento gastrointestinale, o gastrite. • nei pazienti con insufficienza renale • nei pazienti con insufficienza epatica • nei pazienti con asma: il verificarsi di un attacco di asma, in alcuni pazienti, può essere collegato a una allergia ai farmaci antinfiammatori non steroidei o all’acido acetilsalicilico; in questo caso, questo medicinale è controindicato (vedere paragrafo 4.3) • nelle pazienti con metrorragia o menorragia (rischio di un aumento del volume e della durata del ciclo) • Sanguinamento gastrointestinale o ulcere/perforazioni possono verificarsi in qualsiasi momento durante il trattamento, senza che ci sia necessariamente alcun segno premonitore o anamnesi nel paziente. Il rischio relativo aumenta nei soggetti anziani, nei soggetti con ridotto peso corporeo, e nei pazienti che ricevono anticoagulanti o inibitori dell’aggregazione piastrinica (vedere paragrafo 4.5). In caso di sanguinamento gastrointestinale, il trattamento deve essere immediatamente interrotto. • Visto l’effetto inibitorio dell’acido acetilsalicilico sull’aggregazione piastrinica, che si manifesta anche a dosi molto basse e persiste per diversi giorni, il paziente dovrebbe essere a conoscenza del rischio di emorragia in caso di interventi chirurgici, anche di piccola entità (ad es. estrazione dentaria). • In dosi analgesiche o antipiretiche, l’acido acetilsalicilico inibisce l’escrezione di acido urico; nelle dosi usate in reumatologia (dosi antinfiammatorie), l’acido acetilsalicilico ha un effetto uricosurico. • L’utilizzo di questo medicinale non è raccomandato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.6). La somministrazione di acido acetilsalicilico non è raccomandata con: • Anticoagulanti orali con dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico ( ≥500 mg per somministrazione e/o < 3 g al giorno) e in pazienti senza anamnesi di ulcere gastro–duodenali (vedere paragrafo 4.5) • Altri antiinfiammatori non steroidei (FANS) con dosi antiinfiammatorie di acido acetilsalicilico (≥ 1 g per somministrazione e/o ≥ 3 g al giorno) o con dosi di acido acetilsalicilico analgesiche o antipiretiche (≥ 500 mg per somministrazione e/o < 3 g al giorno) (vedere paragrafo 4.5). • Eparine a basso peso molecolare (e molecole correlate) ed eparine non frazionate con dosi terapeutiche o in pazienti anziani (> 65 anni) indipendentemente dalla dose di eparina, e per dosi antiinfiammatorie di acido acetilsalicilico (≥ 1g per somministrazione e/o ≥ 3 g al giorno) o con dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico (≥500 mg per somministrazione e/o < 3 g al giorno) (vedere paragrafo 4.5). • Clopidogrel (al di là delle indicazioni approvate per questa associazione nei pazienti con malattia coronarica acuta) (vedere paragrafo 4.5) • Ticlopidina (vedere paragrafo 4.5) • Uricosurici (vedere paragrafo 4.5) • Glucocorticoidi (ad eccezione della terapia sostitutiva con idrocortisone) per dosi di acido acetilsalicilico antiinfiammatorie (≥ 1 g per somministrazione e/o ≥ 3 g al giorno) (vedere paragrafo 4.5) • Pemetrexed in pazienti con funzionalità renale ridotta in modo da lieve a moderato ( clearance della creatinina fra 45 ml/min e 80 ml /min) (vedere paragrafo 4.5) • Anagrelide: aumentato rischio di emorragia e diminuzione dell’effetto antitrombotico (vedere paragrafo 4.5)
Interazioni
Nel testo seguente, si applicano le seguenti definizioni: – dosi antiinfiammatorie di acido acetilsalicilico sono definite come "≥ 1g per somministrazione e/o ≥ 3g al giorno". – Dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico sono definite come "≥500 mg per somministrazione e/o < 3 g al giorno" Diverse sostanze danno luogo ad interazioni, per le loro proprietà di inibitori dell’aggregazione piastrinica: abciximab, acido acetilsalicilico, cilostazolo, clopidogrel, epoprostenolo, eptifibatide, iloprost, iloprost trometamolo, prasugrel, ticlopidina, tirofiban, ticagrelor. Il rischio di sanguinamento aumenta con l’utilizzo di più inibitori dell’aggregazione piastrinica così come con un loro utilizzo in combinazione con eparina o molecole correlate, anticoagulanti orali o altri trombolitici, e deve essere valutato tramite costante monitoraggio clinico. Combinazioni controindicate (vedere paragrafo 4.3): • Metotrexato in dosi superiori a 20 mg alla settimana, con dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico, o con dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico: aumento della tossicità del metotrexato, in particolare della tossicità ematologica (dovuta alla ridotta eliminazione renale di metotrexato causata dall’acido acetilsalicilico). • Anticoagulanti orali con dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico, o con dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico e nei pazienti con anamnesi di ulcere gastroduodenali: aumento del rischio di emorragia. Combinazioni non raccomandate: • Anticoagulanti orali con dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico e nei pazienti senza anamnesi di ulcere gastroduodenali: aumento del rischio di emorragia. • Altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) con dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico, o con dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico: aumento del rischio di ulcere gastrointestinali ed emorragia. • Eparine a basso peso molecolare (e molecole correlate) e eparine non frazionate a dosi curative, o in pazienti anziani (≥65 anni) indipendentemente dalla dose di eparina, e per dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico o dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico: aumento del rischio di emorragia (inibizione dell’aggregazione piastrinica e aggressione della mucosa gastroduodenale da parte dell’acido acetilsalicilico). Andrebbe usato un altro farmaco antinfiammatorio, o un altro analgesico o antipiretico. • Clopidogrel (al di fuori dell’indicazione approvata per questa combinazione in pazienti con sindrome coronarica acuta): aumento del rischio di emorragia. Se la somministrazione concomitante non può essere evitata, si raccomanda di effettuare un monitoraggio clinico. • Ticlopidina: aumento del rischio di emorragia. Se la somministrazione concomitante non può essere evitata, si raccomanda di effettuare un monitoraggio clinico. • Uricosurici (benzbromarone, probenecid): riduzione dell’effetto uricosurico dovuta alla competizione per l’eliminazione di acido urico nei tubuli renali. • Glucocorticoidi (esclusa la terapia sostitutiva con idrocortisone) per dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico: aumento del rischio di emorragia. • Pemetrexed nei pazienti con riduzione della funzionalità renale da lieve a moderata (clearance della creatinina tra 45 ml/min e 80 ml/min); aumento del rischio di tossicità da pemetrexed (dovuto alla diminuita eliminazione renale di pemetrexed causata dall’acido acetilsalicilico) con dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico. • Anagrelide: aumento del rischio di emorragia e diminuzione dell’effetto antitrombotico. Se la somministrazione concomitante non può essere evitata, si raccomanda di effettuare un monitoraggio clinico. Combinazioni che necessitano di precauzioni di impiego: • Diuretici, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) e antagonisti del recettore dell’angiotensina II, con dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico o con dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico: Nei pazienti disidratati può verificarsi un’insufficienza renale acuta causata dalla riduzione della velocità di filtrazione glomerulare dovuta alla diminuita sintesi di prostaglandine renali. Inoltre, può esserci una riduzione dell’effetto antipertensivo. Assicurarsi che il paziente sia idratato e che la funzionalità renale venga monitorata all’inizio del trattamento. • Metotrexato in dosi ≤ 20 mg alla settimana, con dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico, o con dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico: aumento della tossicità del metotrexato, in particolare della tossicità ematologica (dovuta alla ridotta eliminazione renale di metotrexato causata dall’acido acetilsalicilico). L’emocromo dovrebbe essere monitorato ogni settimana durante le prime settimane di somministrazione concomitante. I pazienti con riduzione della funzionalità renale (anche lieve) e i pazienti anziani dovrebbero essere sottoposti a stretto monitoraggio. • Clopidogrel (nell’indicazione approvata per questa combinazione in pazienti con sindrome coronarica acuta): aumento del rischio di emorragia. Si raccomanda di effettuare un monitoraggio clinico. • Trattamenti topici gastrointestinali, antiacidi e carbone attivo: aumento dell’escrezione renale di acido acetilsalicilico dovuta all’alcalinizzazione delle urine. Si raccomanda di somministrare antiacidi e trattamenti topici gastrointestinali ad almeno due ore di distanza dall’assunzione di acido acetilsalicilico. • Pemetrexed nei pazienti con normale funzionalità renale: aumento del rischio di tossicità da pemetrexed (dovuto alla diminuzione della eliminazione renale di pemetrexed causata dall’acido acetilsalicilico) con dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico. La funzionalità renale andrebbe monitorata. Combinazioni che devono essere tenute in considerazione: • Glucocorticoidi (esclusa la terapia sostitutiva con idrocortisone) per dosi analgesiche e antipiretiche di acido acetilsalicilico: aumento del rischio di emorragia. • Deferasirox: con dosi antinfiammatorie di acido acetilsalicilico, o con dosi analgesiche o antipiretiche di acido acetilsalicilico: aumento del rischio di ulcere gastrointestinali ed emorragia. • Eparine a basso peso molecolare (e molecole correlate) ed eparine non frazionate in dosi preventive nei pazienti sotto i 65 anni di età: influenzando l’emostasi a vari livelli, la somministrazione concomitante aumenta il rischio di emorragia. Pertanto, nei pazienti sotto i 65 anni di età, la concomitante somministrazione di eparine (o molecole correlate) in dosi preventive, e di acido acetilsalicilico in qualsiasi dose, dovrebbe essere presa in considerazione abbinandola ad un monitoraggio clinico e di laboratorio in base alla necessità. • Trombolitici: aumento del rischio di emorragia. • Inibitori Selettivi del Reuptake della Serotonina (citalopram, escitalopram, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina): aumento del rischio di emorragia.
Effetti indesiderati
Frequenze: non note (non possono essere valutate dai dati disponibili) Patologie del sangue e del sistema linfatico Sanguinamento e tendenza alle emorragie (epistassi, sanguinamento delle gengive, porpora, ecc.) con aumento del tempo di sanguinamento. Il rischio di sanguinamento può persistere per 4–8 giorni dopo l’interruzione dell’assunzione di acido acetilsalicilico. Può causare un aumento del rischio di emorragia in caso di interventi chirurgici. Possono verificarsi anche emorragie intracraniche e gastrointestinali. Disturbi del sistema immunitario Reazioni di ipersensibilità, reazioni anafilattiche, asma, angioedema Patologie del sistema nervoso Cefalea, capogiro, sensazione di perdita dell’udito, tinnito, che indicano di solito un sovradosaggio. Emorragia intracranica Patologie gastrointestinali Dolore addominale Emorragia gastrointestinale occulta o conclamata (ematemesi, melena, ecc.) con conseguente anemia da carenza di ferro. Il rischio di sanguinamento è correlato alla dose. Ulcere e perforazioni gastriche Patologie epatobiliari Innalzamento degli enzimi epatici di solito reversibile con l’interruzione del trattamento, danno epatico, principalmente di natura epatocellulare Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Orticaria, eruzioni cutanee Disturbi generali Sindrome di Reye ( vedere paragrafo 4.4) Segnalazione degli effetti indesiderati È importante segnalare gli effetti indesiderati del medicinale dopo l’autorizzazione. Questo consente di continuare il monitoraggio del rapporto rischio beneficio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il Sito web: www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.
Sovradosaggio
Il sovradosaggio può essere dannoso nei soggetti anziani e in particolare nei bambini piccoli (sovradosaggio terapeutico o, più di frequente, intossicazione accidentale) nei quali può essere fatale. Sintomi Intossicazione moderata: Sintomi quali ronzio nelle orecchie, sensazione di perdita dell’udito, cefalea e capogiro sono indicativi di un sovradosaggio e possono essere tenuti sotto controllo tramite riduzione del dosaggio. Intossicazione grave: I sintomi includono: Febbre, iperventilazione, chetosi, alcalosi respiratoria, acidosi metabolica, coma, collasso cardiocircolatorio, insufficienza respiratoria, grave ipoglicemia. Nei bambini, il sovradosaggio può essere fatale a partire da una dose di 100 mg/kg in singola assunzione. Gestione dell’emergenza • Trasferimento immediato in una unità ospedaliera specializzata • Lavaggio gastrointestinale e somministrazione di carbone attivo • Controllo dell’equilibrio acido–base • Alcalinizzazione dell’urina con monitoraggio del pH urinario • Emodialisi in caso di intossicazione grave • Trattamento sintomatico
Gravidanza e allattamento
Gravidanza L’inibizione della sintesi delle prostaglandine può avere effetti avversi sul corso della gravidanza e/o lo sviluppo embrio–fetale. I dati tratti dagli studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto spontaneo, malformazioni cardiache e gastroschisi in seguito all’uso di inibitori della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardio vascolari è aumentato da non meno dell’1% a circa 1.5%. Il rischio sembra aumentare con la dose e la durata del trattamento. Negli animali, è stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine provoca un aumento della perdita pre e post impianto e della mortalità embrio–fetale. Inoltre, un’aumentata incidenza di varie malformazioni, incluse quelle cardiovascolari, è stata segnalata in animali ai quali era stato somministrato un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico della gestazione. A meno che non sia assolutamente indispensabile, l’acido acetilsalicilico non deve essere somministrato durante le prime 24 settimane di amenorrea. Se l’acido acetilsalicilico viene somministrato in donne che desiderano una gravidanza o sono in gravidanza durante le prime 24 settimane di amenorrea, la dose deve essere la più bassa possibile e la durata del trattamento il più breve possibile. Oltre la 24° settimana di amenorrea, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a: • tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); • disfunzione renale, che può evolversi in insufficienza renale con oligoidroamniosi; Nella fase finale della gravidanza, la madre e il neonato possono andare incontro a: • Prolungamento del tempo di emorragia, dovuto all’inibizione della aggregazione piastrinica che può manifestarsi anche a dosi molto basse di acido acetilsalicilico; • inibizione delle contrazioni uterine che determina il ritardo o il protrarsi del travaglio. Pertanto l’acido acetilsalicilico è controindicato superato il 5° mese di gravidanza (oltre 24 settimane di amenorrea) (vedere paragrafo 4.3). Allattamento L’acido acetilsalicilico passa nel latte materno: pertanto l’uso di acido acetilsalicilico non è raccomandato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.4) Fertilità Ci sono alcune evidenze che i farmaci che inibiscono la cicloossigenasi/ sintesi delle prostaglandine possono causare alterazione della fertilità femminile a causa di un effetto sulla ovulazione. Questo effetto è reversibile alla sospensione del trattamento.
